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martedì 12 aprile 2011

qualche impegno per il 12 giugno? io si


Oggi non si parla solo di cucina: avere un blog di ricette ti da' la grandissima possibilità di conoscere e confrontarti con persone che hanno la tua stessa passione, e puo' capitare che tra un piatto di pappardelle, un grissino e un vassoio di biscotti, si trovino altri punti in comune. Ed è proprio quello che è successo a me, Sara, Martina e Serena. Complice un post su Qualcosa di Rosso, abbiamo scoperto di avere lo stesso incubo: il ripristino dell'utilizzo dell'energia nucleare nel nostro Paese. Ne abbiamo parlato a lungo, poi di comune accordo abbiamo deciso di estendere la conversazione a tutti voi, ma a modo nostro, in pieno foodblogger style: con un Non-Contest che vi ricordi che il 12 e 13 Giugno è necessario andare a votare per il Referendum, e votare SI, per impedire che in Italia vengano costruite nuove centrali nucleari. Noi crediamo che sia possibile un futuro diverso, per noi, per i nostri figli, per i nostri nipoti: siete ancora scettici? Informatevi: abbiamo consultato il Prof. Claudio Santi, docente all'Università di Perugia, che nelle righe qui sotto spiega quali sono i rischi e quali sono le bugie che ci raccontano sul Nucleare. Partecipate alla nostra iniziativa e aiutateci a diffondere queste informazioni: in palio c'è anche un bellissimo libro di Cucina!


La parola all'esperto:

1.Il nucleare produce pochi gas serra!

FALSO: Bisogna considerare tutte le fasi necessarie a far funzionare una centrale, come ad esempio la sua costruzione, l'estrazione la purificazione e l'arricchimento dell'uranio ed anche le fasi della sua dismissione: messa in sicurezza delle scorie e smantellamento. Sono questi processi che richiedono una enorme quantità di energia, quasi tutta ricavata dalle fonti fossili. Se valutiamo quindi tutto il ciclo di vita di una centrale la produzione di energia elettrica con il nucleare produce una quantità di gas serra di poco inferiore alle fonti fossili ma decisamente superiore a solare ed eolico.

2.Il nucleare ridurrà i costi dell'energia elettrica!

FALSO: La costruzione di una centrale nucleare è un processo lunghissimo, dura circa dieci anni e richiede un investimento iniziale enorme (10,8 miliardi di dollari per 1000 MW in Canada) che deve essere ammortizzato per periodi lunghissimi (40-50 anni) al fine di garantire in proficuo ritorno all'investitore. A questo va aggiunto che il costo dell'Uranio sta crescendo e continuerà a crescere perché, esattamente come avviene per il petrolio, diventerà sempre più difficile prelevarlo dalla terra e purificarlo. Un recente studio
Svizzero mette in evidenza che se la Svizzera deciderà di continuare a produrre energia elettrica attraverso il nucleare andrà inevitabilmente incontro ad un aumento del costo dell'energia e quindi un aumento della bolletta a carico dei cittadini.




3.Esistono tecnologie in grado di superare il problema delle scorie!


FALSO: I reattori che possono essere progettati e costruiti oggi, ed in particolare quelli che l'Italia intende commissionare alla francese AREVA producono scorie altamente radioattive e che rimangono tali per decine o centinaia di migliaia di anni. Il problema delle scorie a livello planetario ha oramai raggiunto livelli preoccupanti, basti pensare che neppure negli USA finora è stata trovata una soluzione migliore rispetto al dal nascondere in grotte scavate nelle montagne desertiche del Nevada. Il problema della pericolosità delle scorie condiziona anche il processo di dismissione di una centrale a fine ciclo, una operazione complessa, pericolosa e molto costosa, che in genere si preferisce rimandare (in Gran Bretagna, lo smantellamento di alcune centrali è stato rimandato di 100 anni), in attesa che la radioattività diminuisca e nella speranza che gli sviluppi della tecnologia rendano più facili le operazioni. Scorie e smantellamento rappresentano la scomoda eredità che lasceremo sulle spalle delle nuove generazioni.


4.Lo sviluppo dell'energia nucleare garantirà l'indipendenza energetica del nostro Paese!

FALSO: L'Italia non ha uranio, esattamente come non possiede il petrolio. Quindi, se il settore elettrico decidesse di liberarsi dalla dipendenza dei combustibili fossili utilizzando energia nucleare, ntrerebbe in un?altra dipendenza, quella dall?uranio, anch?esso da importare e anch?esso in via di esaurimento. In aggiunta a questo l'Italia non ha neppure la filiera che porta dall?uranio grezzo estratto dalle miniere all?uranio arricchito utilizzato nei reattori. Per il combustibile dipenderemo totalmente da paesi stranieri, come ad esempio la Francia. La Francia però, a sua volta, non ha uranio e per far funzionare i suoi reattori ne importa il 30% da una nazione politicamente instabile come il Niger.


5.L'energia nucleare è in forte espansione in tutto il mondo!

FALSO: Da vent'anni il numero delle centrali nel mondo è di circa 440 e nei prossimi anni (anche prima del disastro di Fukushima) si prevede che il numero di quelle che verranno spente sarà superiore al numero di quelle che entreranno in funzione. In Europa nel 1995 il contributo del nucleare era circa il 24% della potenza installata, nel 2008 appena il 16%. Nel mondo in due anni (2006-2009) l'energia elettrica prodotta col nucleare è diminuita di 60 Twh. Nel 2009 è stata annunciata una controtendenza soprattutto sulla spinta dei paesi emergenti Cina ed India, una controtendenza che ad oggi rimane ancora tutta nella teoria. In Europa l'unico nuovo reattore in costruzione in Finlandia nel sito di Olkiluoto ha visto, ad oggi, più che raddoppiati i tempi previsti per la consegna così come i costi di messa in opera.


6.Le centrali di quarta generazione sono quasi una realtà!

POCO CREDIBILE: Se cosi fosse perché affrettarsi oggi a costruire una centrale di III generazione che rimarrà in funzione per i prossimi 50-60 anni?


7.Un disastro nucleare legato ad una centrale nucleare è un evento molto improbabile!

VERO MA: Fukushima ci insegna che anche quello che possiamo considerare oggi estremamente improbabile non può essere considerato impossibile. Il nucleare senza rischi non esiste.

A cura del Prof. Claudio Santi, docente di Chimica Organica presso la Facoltà di Farmacia, Università degli Studi di Perugia





venerdì 25 settembre 2009

Prova

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